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Accusa un malore e annega vicino a riva

Lido Pomposa, l’uomo tornava sulla spiaggia dopo la raccolta di cozze

LIDO POMPOSA. Un altro malore fatale in mare è costato la vita ad un turista milanese, in vacanza al Lido di Pomposa, a distanza di soli 8 giorni dalla tragedia che si è consumata al bagno Marisa, a pochi metri dalla riva.

In circostanze del tutto analoghe a quelle che il 7 luglio scorso hanno portato al decesso del 67enne milanese Umberto Iatrino, ieri mattina è deceduto Giuseppe Capasso, 65enne, in vacanza con la moglie e la mamma novantenne al camping “I tre moschettieri” del Lido di Pomposa.

L’allarme è scattato intorno alle ore 8.30, quando l’amico con cui il milanese era andato a raccogliere cozze tra gli scogli, non lo ha più visto alle spalle. Mentre partiva la chiamata al 118 e alla Guardia Costiera, Mauro Guidi, padre del titolare del bagno “I tre moschettieri” (stabilimento balneare al servizio dell’omonimo campeggio), ha inforcato i remi e con il moscone del bagnino, che ancora non aveva preso servizio, si è lanciato nelle ricerche.

«Ho visto subito Beppe - racconta Guidi con la voce rotta dal pianto -, era un caro amico, ci si conosceva da anni; l’ho visto galleggiare con la maschera ed il boccaglio. Pensavo che stesse nuotando, ma avvicinandomi ho capito che era successo qualcosa, perché non si muoveva».

Guidi ha caricato l’amico turista sul pattino e in pochi secondi ha raggiunto la riva, dove ha cominciato a praticare la respirazione bocca a bocca ed il massaggio cardiaco, in attesa dell’arrivo dei soccorritori. Alle 8.42 l’ambulanza di Comacchio è giunta sul posto e dopo pochi minuti è atterrata anche l’eliambulanza di Ravenna.

A lungo sono proseguiti i tentativi di rianimare Giuseppe Capasso, cardiopatico da tempo, sino a quando al medico soccorritore è toccato il triste rito della constatazione del decesso. L’uomo, che portava ancora nelle meni i guanti utilizzati per la raccolta delle cozze, è stato coperto da un lenzuolo e protetto dal alcuni ombrelloni.

Tempestivo anche l’intervento degli uomini della Guardia Costiera, ai quali si sono uniti una pattuglia dei carabinieri di Porto Garibaldi e una della polizia municipale. Anche il bagnino Nerio Stella, con i due coordinatori del Cus Salvataggio, Erik Bellotti e Cesare Scarpa, si sono adoperati per agevolare i soccorsi.

Sconvolto Giovanni Vermi, turista di Bergamo, che stava rientrando dalla raccolta delle cozze, condivisa con l'amico, poi colto da malore, ricorda che «domani devono arrivare i suoi figli e Beppe gli aveva promesso le cozze. Mi ha detto di portare le cozze a riva, perché lui si voleva riposare un po’ - prosegue l’uomo -; io mi sono incamminato, ma quando mi sono voltato non l’ho più visto». Acquisite tutte le informazioni necessarie, il magistrato di turno ha poi disposto l’immediata restituzione alla famiglia della salma di Giuseppe Capasso, che per il momento resta presso la camera mortuaria del San Camillo, in attesa del trasferimento a Milano.

Si tratta della seconda persona morta annegata in questa estate. Il 18 giugno scorso quando una donna di 67 anni arrivata dalla Polonia ha perso la vita dopo essersi immersa in acqua. La signora aveva preso ombrellone e lettino al Bagno Hawaii e attorno a mezzogiorno è entrata in mare per un bagno. Ma dopo pochi passi ha accusato un malore che si sarebbe rivelato fatale. Immediati i soccorsi dei bagnini e poi del 118.

Maria Kuc era in vacanza con un'amica. Le due donne, che avrebbero dovuto rientrare in Polonia proprio oggi, stavano trascorrendo l'ultimo giorno di vacanza al mare. Tra le cause del decesso un malore o una congestione.

Katia Romagnoli

Pubblicato su La Nuova Ferrara