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Morì al Sant’Anna dopo la frattura al femore La procura: archiviate i quindici medici indagati

A giugno la tragedia di Claudio Castellari, 64 anni, dopo una caduta  La perizia: «Cure e terapie adeguate dai sanitari della Salus e di Cona» 

il caso

Prima un intervento alla Salus, poi per una banale caduta la rottura del femore la necessaria operazione chirurgica in Ortopedia al Sant’Anna, ma all’improvviso la morte per una tromboembolia.

Cure e terapie adeguate

L’inchiesta della procura sulla morte di Claudio Castellari, 64 anni, che abitava qui in città con la famiglia in zona Stazione, ha accertato che in tutte le fasi del percorso sanitario non vi sono state né negligenze né terapie non appropriate al caso: per questo motivo, dopo aver soppesato la perizia medico legale del proprio consulente Donatella Fedeli, il pm Andrea Maggioni ha chiesto l’archiviazione per i 15 medici e sanitari indagati per omicidio colposo, che lo ebbero in cura nelel varie fasi, prima alla Salus e quindi al Sant’Anna di Cona.

Lo stesso figlio, Andrea Castellari, ieri spiegava di essere a conoscenza della conclusione dell’indagine, ricordando che «ci siamo affidati fin dai primi momenti alla magistratura e a tutti gli atti compiuti: ora prendiamo atto io e mia madre che non sono state riscontrate responsabilità e che si è trattato di una disgrazia». Claudio Castellari è morto per un arresto cardiocircolatorio dovuto ad una embolia polmonare la sera del 22 giugno scorso, ha indicato la consulenza della procura, non ravvisando responsabilità penali nel decesso del paziente, seguito in tutte le fasi dell’evoluzione del caso sanitario nel modo più opportuno. Claudio Castellari era morto all’ospedale di Cona dopo esser stato ricoverato per una caduta accidentale mentre stava allestendo una mostra all’interno del Museo del modellismo storico a Voghenza, di cui era uno dei fondatori. Subì la rottura del femore e quindi una volta al S. Anna il conseguente intervento chirurgico. Però una settimana prima di quella caduta accidentale aveva subito un altro intervento alla casa di cura Salus, per una vena safena e nei giorni che seguirono era in convalescenza, poi la caduta e il ricovero a Cona. Tutto si era svolto dal 12 al 22 giugno, e la procura e il proprio consulente hanno valutato attentamente passaggi, cure, prescrizioni cliniche cui venne sottoposto.

Possibilità di opposizione

Occorre dire che dopo la tragedia la stessa direzione sanitaria del Sant’Anna si era subito attivata per capire cosa potesse essere successo, svolgendo i primi esami. Quindi, si passò alla verifica della procura che ha chiesto l’archiviazione.

Gli atti sono stati notificati anche alla stessa famiglia di Castellari, poiché come vuole la procedura la parte offesa, in questa fase, potrebbe nominare legale e consulente tecnico (la famiglia non lo ha fatto finora) e presentare opposizione alla archiviazione, per una seconda verifica davanti ad un giudice terzo. –

Daniele Predieri

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Pubblicato su La Nuova Ferrara