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Ferrara, il racconto dei testioni: «Li ho visti arrivare. Uno nascondeva quella spada lungo la gamba»

FERRARA. «Non è vero che non c’è più spaccio: lo diciamo da tempo che qui è tutto come prima, anzi li abbiamo visti tornare gli spacciatori dopo il lockdown, più di prima, spacciano su quella panchina (la prima di fronte a via Chiodare, ndr), notte e giorno a tutte le ore. Abbiamo segnalato più volte questa presenza, ma nessuno ci ha dato ascolto, ora speriamo che a fronte di questo fatto vengano presi provvedimenti da parte di forze dell’ordine e del Comune». Sono arrabbiati gli abitanti della zona di via Chiodare. Tra i tanti, l’uomo che ha dato l’allarme che racconta i fotogrammi della spedizione: «Li ho visti arrivare e poi scontrarsi, erano tre o quattro, armati, con coltelli e quella spada: poi durante la fuga hanno lasciato un coltello lì all’angolo» ed indica dove via Chiodare piega verso il centro.

SCONTRO IN DIRETTA

«Sono sceso dall’auto – spiega un professionista che aveva parcheggiato l’auto davanti casa in via Chiodare – e proprio in quel momento sono arrivati dal fondo della via quattro persone: avevano coltelli e un machete (una lama lunga, comunque, ndr) e ho visto gli altri scendere dalla panchina sopra le Mura e poi lo scontro: è un regolamento di conti, senza ombra di dubbio, quelli che arrivavano aspettavano gli altri».

Una scena che non poteva passare inosservata, soprattutto visto che uno della banda degli aggressori, «quello in canottiera bianca, nascondeva quella spada lungo la gamba, per non farla vedere», dice al cronista prima e alla polizia la ragazza che anche lei ha dato l’allarme. «Li vediamo qui, lo spaccio c’è, anzi quando vado a camminare sulle Mura sono sempre su quella panchina», diventata ormai il market della droga per la zona. La stessa ragazza poi spiega che «quella spada aveva una lama lunga oltre 50 centimetri, ricurva», dunque una sorta di piccola scimitarra o katana, spada giapponese che si trova facilmente in commercio. Di cui molti in zona ricordano: «Certo che ricordo la storia della Katana – aggiunge la stessa ragazza – quando lì sui Baluardi ci scappò il morto». Dopo lo scontro, gli abitanti hanno visto la fuga: «Sono scappati verso il centro: uno lo hanno preso? » chiede al cronista che conferma: «Bene, ora si saprà cosa è successo». Quel che è successo e che non doveva accadere: in teoria, in una città che si dice sempre più sicura e “liberata” da spaccio, violenza e sangue. Non è così.

LODI, ORA PIU' CONTROLLI

Ne è consapevole lo stesso vicesindaco Nicola Lodi, ieri presente sul posto dell’agguato, tra i primi. «Gli abitanti sono arrabbiati? Hanno ragione ad esserlo. come quelli della Gad, di via Oroboni, Ortigara, IV novembre: non deve succedere una cosa del genere tra la gente, per la droga. Episodi criminali che confermano ciò che dico da sempre: che la Gad è tutta Ferrara». Del resto in Baluardi sono anni che i cittadini vivono sulla loro pelle il problema dello spaccio: «È un problema di anni, e chi ci vive davanti lo sa benissimo. Ma oggi queste persone hanno commesso l’errore di farlo in pieno giorno e in centro e sono stati fermati». «E questo episodio - chiude Lodi - conferma che i controlli vanno potenziati, incrementati, fatti in altra maniera: credo che come Comune e con il questore non faremo attendere le nostre reazioni». –

D. P.

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Pubblicato su La Nuova Ferrara