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Addio a Vatta, mago delle giovanili Una carriera tra Torino e Nazionale

TORINO

Se quello del Torino è ritenuto uno dei vivai più importanti nel panorama calcistico italiano, almeno fino a qualche tempo fa gran parte dei meriti va a Sergio Vatta, una carriera tra la maglia granata e quella azzurra delle nazionali giovanili, morto ieri a 83 anni.

Due campionati Berretti, due campionati Primavera, sette coppe Italia Primavera e quattro tornei di Viareggio l’incredibile palmarès del mago delle giovanili, in granata tra il 1977 e il 1991.

E se la lista dei trofei è così lunga, quella dei talenti lanciati e forgiati è quasi infinita: da Dino Baggio a Gigi Lentini, da Andrea Mandorlini a Roberto Cravero, fino ad arrivare alla sua creatura più bella, Christian Vieri, anche se l’elenco non finisce di certo qui. Tutti ragazzi del Filadelfia che, ieri mattina hanno perso non soltanto un allenatore, ma un padre. E non è un modo di dire: «C’era un rapporto speciale, per tutti era una figura fondamentale in campo e fuori, nel calcio come nella vita: ero il suo cocco, si arrabbiava con i miei compagni, ma mai con me» il ricordo di Lentini, il quale proprio con Vatta ha alzato al cielo un tricolore Primavera e un torneo di Viareggio tra il 1987 e il 1988.

Ma le testimonianze sono tantissime: «Era avanti con i tempi, provava già schemi su rimesse laterali e voleva sempre migliorarsi» le parole di Cravero. «Sapeva quando arrabbiarsi, ma anche quando tendere una mano» racconta Giancarlo Camolese. «Ovunque lei sia se volesse darmi ancora dell’asinone lo faccia: mi ha insegnato a crescere, grazie» il finale della lunga lettera social di Ezio Rossi.

Tutti giocatori cresciuti tra le mura del Filadelfia: «È come stare in famiglia, deve essere sempre aperto», ripeteva spesso Vatta. Uno «straordinario scopritore di talenti, finissimo intenditore di calcio, uno dei più grandi maestri del nostro Settore giovanile», lo ricorda il club di via Arcivescovado, così come la Figc: «Senza di lui, l’Italia calcistica sarebbe stata più povera di campioni», le parole del numero uno del calcio italiano Gabriele Gravina. —

Pubblicato su La Nuova Ferrara