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Codigoro in lutto per il giovane padre morto nello schianto: «Un ragazzo d’oro»

Marco Tancini, 32 anni, era originario della cittadina. Viveva con la sua famiglia in provincia di Novara

CODIGORO.  Aveva lottato con tutte le sue forze ma non ce l’ha fatta Marco Tancini motociclista di Barengo (Novara) e originario di Codigoro rimasto gravemente ferito in un incidente stradale domenica 26 luglio e morto il mercoledì successivo.

Il 32enne è rimasto coinvolto in un incidente con un’auto e un’altra moto a Ghislarengo: fin da subito le sue condizioni erano apparse gravissime. È stato ricoverato all’ospedale Maggiore di Novara e, nonostante gli sforzi del personale sanitario, è deceduto nel pomeriggio di mercoledì. I parenti di Codigoro hanno dato la notizia a funerali già avvenuti, quando la sorella del ragazzo ha scritto un commovente ricordo.

il ricordo. «Era un bellissimo ragazzo, incredibilmente solare, a soli 31 anni aveva già messo in piedi un’azienda e aperto un locale ad Arona, sul Lago Maggiore – racconta un cugino –. Lascia una bambina di soli 7 anni. I miei zii sono disperati era una persona unica» .

Tancini era titolare del laboratorio di falegnameria Wood Design a Barengo ed era stato tra i fondatori della Nautica Beach, uno dei locali più noti di Arona. Domenica 26 stava viaggiando lungo la strada provinciale che collega Lenta a Ghislarengo (VC) quando si è trovato coinvolto nel terribile schianto. Il ragazzo era stato portato d’urgenza in elisoccorso all’ospedale di Novara, dove per tre giorni ha lottato tra la vita e la morte. Purtroppo non c’è stato nulla da fare e mercoledì 29 luglio si è spento, gettando l’intera comunità nello sconforto per la terribile perdita. Il giovane lascia la figlia Sofia, di soli 7 anni, la compagna, i genitori, la sorella, i parenti tutti, gli amici, e colleghi di lavoro.

la sorella. Toccanti le parole della sorella Elisabetta:«Nessuno di noi avrebbe mai immaginato che questo giorno sarebbe arrivato così all’improvviso e che saremmo stati qui a ricordare insieme la bella persona che sei, il tuo coraggio e la tua determinazione, il tuo entusiasmo e la tua forza, la tua grinta e la tua allegria, infine – ma non per importanza – la tua generosità e il tuo altruismo» .

«Nessuno avrebbe mai pensato insomma che saresti diventato un angelo prima di tutti noi. Tutti ricordiamo quanto fosse bello il tuo sorriso e quanto rassicuranti fossero le tue parole; tutti ti abbiamo conosciuto come un grande amico, un ragazzo senza malizia e con tanta voglia di costruirsi il suo futuro; tutti insomma sappiamo chi eri e chi saresti potuto diventare. Un po’ siamo gelosi: chissà dove sarai adesso e chissà chi potrà gioire assieme a te, guardarti negli occhi e farsi una risata». —

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Pubblicato su La Nuova Ferrara