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Cordoglio ad Argenta per il papà che amava il calcio: «Un bravo ragazzo»

Ultimo saluto al 46enne Guerra, chiamato da tutti “Teti”. Giocò una vita nel Bando: era uno della nostra famiglia

ARGENTA. Le mascherine serviranno di certo contro questa pandemia, però non sono riuscite a nascondere la commozione che tante persone hanno provato ieri pomeriggio, quando è stato dato l’estremo saluto a Stefano Guerra, conosciuto da tutti come “Teti”.

Si tratta di quel giovane papà morto mercoledì all’ospedale Sant’Anna di Cona ad appena 46 anni dopo una lunga malattia, lasciando una stupenda famiglia nell’incommensurabile sconforto.

Un breve rito funebre è stato celebrato ieri davanti alla camera mortuaria del “Mazzolani Vandini” di Argenta dal parroco don Fulvio Bresciani. Cerimonia alla quale hanno partecipato i famigliari, i parenti ma, soprattutto, i tanti colleghi e i compagni di scuola dell’Ipsia di Argenta, che per primi lo hanno voluto ricordare sui social all’indomani della notizia.

IL CALCIO

La perdita di Guerra, originario di Campotto, non ha colpito solo questa frazione e Argenta, ma anche Bando. Infatti, ieri erano presenti i giocatori di quella grande famiglia che è il Bando Calcio, perché «Stefano era uno dei nostri – ci ha detto Franco Pagani, storico dirigente della società della frazione, ora iscritta ai campionati amatoriali –. Un’ala sinistra temuta da tutti in campo ma, soprattutto, un bravo ragazzo». E Stefano ha legato il suo nome alla squadra di Bando per tanti anni, sempre segnando un discreto numero di gol, finendo più volte nelle formazioni ideali del campionato, quando a Bando (come su altri campi) le partite erano seguite da un folto pubblico. Ma Guerra era rimasto anche quando il Bando decise di iscriversi ai campionati amatoriali.

L’ULTIMO DONO

Per tutti ieri sono stati pochi minuti di vicinanza e affetto, prima che il carro funebre portasse le spoglie di questo giovane papà all’impianto crematorio di Molinella per la cremazione.

Come detto, Guerra lascia la moglie e i due amatissimi figlioletti, oltre ai genitori, al fratello, la nonna, le cognate, i suoceri e gli altri parenti. La famiglia di “Teti”, nel ringraziare quanti in queste ore di dolore hanno ricordato con stima e affetto il loro congiunto, non hanno chiesto fiori, bensì offerte all’Ado Hospice di Ferrara. —

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Pubblicato su La Nuova Ferrara