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Bondeno, la notte in casa con la compagna morta: la verità sull’omicidio dall’autopsia

La donna uccisa domenica sera. Ma c’è un buco di 10 ore: Saveri restò solo nella villetta dalle 22 fino al mattino dopo

BONDENO. C’è un buco da riempire, nella notte tra domenica scorsa e lunedì mattina quando Rossella Placati è stata trovata morta nella sua casa di Borgo San Giovanni a Bondeno. Il compagno Doriano Saveri, in carcere con l’accusa di omicidio volontario aggravato per il fermo di indiziato di delitto, aveva riferito di esser rientrato in casa, domenica sera prima delle 22 (per il coprifuoco per Covid) dopo essere andato a Vigarano a trovare alcune persone. E sarebbe rimasto tutta notte in casa, da solo, al pian terreno, mentre la compagna si trovava al piano superiore, poiché, di fatto, lui e la compagna erano “separati” in casa. La mattina dopo, lunedì, dalle 6.30 alle 8, Saveri sarebbe uscito di casa di nuovo e solo dopo essere rientrato avrebbe trovato morta la compagna alle 8.15.

Dati oggettivi

E quindi ha deciso di presentarsi dai carabinieri a Bondeno, urlando – come già riferito – «io non c’entro nulla, è morta, è morta», e chiedendo addirittura di essere interrogato per questo. Questi i dati oggettivi, su cui ragionare, sui quali stanno ragionando gli inquirenti cercando i riscontri al racconto di Saveri, ritenuto quantomeno contraddittorio e del tutto inverosimile. Perché i medici legali intervenuti lunedì mattina scorso, poco dopo le 10, hanno indicato che l’ora della morta poteva avere un range di 10/15 ore: dunque la sera prima, comunque. Una domenica sera, da quanto si apprende in cui Saveri e la compagna litigano, aspramente e duramente, per l’ennesima volta per un altrettanto banalissimo motivo (una videocamera): il loro rapporto è ormai incrinato, tanto che lui stesso, Saveri, avrebbe riferito che dormiva in un locale, al piano terra mentre la compagna in quello superiore. E in un camerino adibito a guardaroba e altro sarebbe stata trovata morta Rossella Placati alle 8.15 da Saveri stesso. E allora, davanti a tutti questi dati oggettivi – raccontati dall’uomo – se non è stato lui, Doriano Saveri, ad uccidere la compagna, chi altri può averlo fatto? Se lui, continua, come ha fatto, a negare di essere responsabile della morte della compagna, chi altri può essere?

Anche questo stanno verificando gli inquirenti, con indagini a tappeto su tutto e tutti. Anche altre persone, sulle quali sono in corso accertamenti per escludere o meno un possibile coinvolgimento partendo ovviamente dagli spostamenti di Saveri. Perché, due le “finestre” temporali possibili per consentire a qualcuno da fuori di entrare in casa ed eventualmente fare ciò di cui è accusato, come unico indagato, Doriano Saveri, ossia uccidere Rossella Placati. La prima finestra è quella dalle 19.30 alle 22 quando lui è fuori casa, a Vigarano a trovare familiari. La seconda la mattina presto, tra le 6. 30 e le 8 quando esce di casa, rientra e poi alle 8.15 va dai carabinieri dicendo di aver trovato il corpo senza vita della compagna.

Conferme dall’autopsia

Solo l’autopsia fissata per il prossimo 1 marzo che sarà eseguita dai medici legali Maria Rosa Gaudio e Raffaella Marino (il tecnico che ha fatto il sopralluogo lunedì mattina) potrà dare conferme o altro agli inquirenti, fissando l’orario preciso della morte o meglio potrebbe circoscriverlo: addetti ai lavori confermano che sarà possibile determinare questo con l’autopsia, e così illuminare il buio di quella notte, riempire il buco di quelle ore. Perché se il range dell’ora del decesso dovesse restringersi al “buco” della notte tra domenica e lunedì, dalle 22 alle 6. 30, quando Saveri era solo in casa, vi sarebbe una conferma all’ipotesi sostenuta da procura e carabinieri: ossia non può che essere stato Saveri a uccidere Rossella Placati e non qualcun altro, entrato in casa, senza forzare porte o perché conosceva la vittima. Di fronte a questo quadro indiziario, a vuoti e contraddizioni è scattato il fermo per omicidio volontario aggravato. Che dovrà essere convalidato o no dal giudice, domani mattina in carcere dopo l’interrogatorio del presunto assassino Doriano Saveri. –

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Pubblicato su La Nuova Ferrara