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La tragedia di Rero, i legali della Gaia srl: «Riccardo Benazzi estromesso e denunciato per stalking»

Parlano i legali della società di cui uno dei cugini trovati morti carbonizzati in auto aveva fatto parte  «Ha usato mezzi non sempre leciti nei confronti dei soci, che si sono difesi»

CODIGORO. Non sarà facile venirne a capo. Riccardo Benazzi, l’uomo di 64 anni trovato morto carbonizzato in macchina assieme al cugino Dario Benazzi, 70 anni, aveva una vita difficile e il sogno di arrivare a realizzare un impianto eolico lo aveva assorbito completamente.

Sulla vicenda intervengono anche i legali di Gaia srl, la società di cui il 64enne faceva parte, e dei soci Davide Pelizzari, Renato Migliardi e Finlat srl, quest’ultima in persona del legale rappresentante Ettore Lattanzio, «per chiarire alcuni fatti».

Le precisazioni

«Il solo Riccardo Benazzi aveva avuto a che fare con Gaia e con il progetto di un impianto eolico di cui la stessa Gaia è unica ed esclusiva titolare del brevetto di un nuovo sistema di produzione dell’energia elettrica che sfrutta la forza del vento anche a bassa intensità. Inventori del brevetto furono Riccardo Benazzi e Davide Pelizzari, ma lo stesso venne conferito alla società fin dal 2014». Negli anni successivi «il progetto ha avuto un complesso sviluppo tecnico grazie al generoso sostegno economico di Finlat e all’impegno degli attuali soci», spiegano gli avvocati Carmelo Marcello e Claudio Maruzzi.

Cosa successe

Nel 2019 Riccardo Benazzi «fu legittimamente estromesso dalla compagine sociale avendo egli a sua volta tentato di sostituire, con operazioni irregolari, gli attuali soci, inserendo nella compagine soggetti di sua fiducia, soggetti ritenuti dai nostri assistiti totalmente inaffidabili e inadeguati a portare avanti un progetto di tale portata». Secondo i legali «numerosi e tangibili sono stati i tentativi di definizione bonaria delle questioni attinenti alla gestione della società che non hanno portato a nulla a causa dell’atteggiamento ostruzionistico di Riccardo Benazzi che, comunque, negli anni ha beneficiato di aiuti economici da parte della società e di Davide Pelizzari».

Le accuse

Dopo l’esclusione dalla compagine sociale, «resasi necessaria a causa della violazione da parte di Riccardo Benazzi di ogni regola di corretta gestione di una società di capitali, Benazzi ha tentato in tutti i modi di rientrare nell’operazione, utilizzando mezzi non sempre leciti, talché i soci sono stati costretti a denunciarlo per stalking, molestie e tentata estorsione, con una dettagliata e documentata ricostruzione dell’intera vicenda societaria».

Il gip di Ferrara, su conforme richiesta del pm, «aveva disposto, nell’aprile del 2020, a carico di Riccardo Benazzi, un provvedimento di divieto di avvicinarsi a Davide Pelizzari. Concluse le approfondite indagini, il pm aveva chiesto il rinvio a giudizio di Riccardo Benazzi, già disposto dal Gup con udienza fissata a giugno, per il reato di stalking in danno di Pelizzari e per il reato di molestie in danno di Migliardi. Occorre altresì evidenziare che da tempo i contatti personali tra gli attuali soci di Gaia e Benazzi si erano interrotti».

Gli ex soci di Riccardo Benazzi hanno dato piena collaborazione agli inquirenti e comunque il progetto di costruzione del prototipo, al quale sono interessati importanti istituzioni anche pubbliche, va avanti. Dario Benazzi non ha mai fatto parte della società. —

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Pubblicato su La Nuova Ferrara