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A Bondeno Rossella massacrata, ogni colpo considerato mortale

L’autopsia sulla Placati ha confermato l’impianto accusatorio: la donna colpita alle spalle. Autorizzati i funerali e intanto si cercano ancora le armi con cui è stata uccisa

BONDENO. È stata letteralmente massacrata Rossella Placati. Chi ha eseguito l’autopsia sul corpo ha confermato le risultanze degli investigatori che per primi hanno esaminato il corpo, il 22 febbraio scorso, nella casa della donna. I rilievi coincidono con l’impianto accusatorio: la donna è stata colpita alla testa con violenza tale da sfasciarle il cranio con un oggetto contundente. Quindi, è stata girata e ferita più e più volte all’altezza del cuore con una lama, molto probabilmente un coltello. Tutti i colpi sferrati sono stati considerati mortali e i medici hanno confermato uno scempio tale da non lasciare spazio a dubbi: chi l’ha colpita non voleva farle del male, bensì aveva proprio l’intenzione di ucciderla.

Alle spalle

La vittima non ha avuto il tempo di reagire, non ha tentato nemmeno di difendersi, sarebbe dunque stata colpita alle spalle e morta quasi sul colpo. Rossella Placati conosceva il suo assassino che in un modo o nell’altro frequentava quell’appartamento e aveva anche le chiavi, visto che porte e finestre non sono state forzate. I soccorsi sono stati chiamati al mattino, alle 8.30, diverse ore dopo l’aggressione, però la donna non sarebbe comunque sopravvissuta al primo colpo alla testa, inferto tra le 23 e le 3 del mattino.

Il corpo della donna sarà restituito alla famiglia in queste ore ed è stata concessa l’autorizzazione al funerale.

Nessuna confessione

Nel frattempo, rimane in carcere l’ex compagno Doriano Saveri, unico indagato per l’omicidio di Rossella Placati. L’uomo non ha mai confessato: ha raccontato di essere andato via da quella casa poco dopo l’ora di cena perché avevano litigato, poi è rientrato ed è rimasto al piano di sotto per qualche tempo. Non sentendola è salito quindi in camera da letto e solo allora, attorno alle 8, l’ha trovata in un lago di sangue ed è andato direttamente dai carabinieri.

L’oggetto con cui la donna è stata colpita al cranio non è stato trovato, così come il coltello ma l’assassino ha avuto tutto il tempo per liberarsene, considerato anche che davanti alla casa in Borgo San Giovanni scorre il fiume Panaro. Sarà il posizionamento delle “celle” a guidare gli inquirenti nelle prossime indagini: solo dopo aver trovato punti di riferimento geografici precisi si potrà cercare – a esempio – le possibili armi del delitto ma soltanto nel caso fossero individuati luoghi precisi dove possa aver sostato.

I telefoni

Altri elementi importanti per completare il quadro delle indagini potranno venire dalla perizia sui telefoni cellulari sequestrati, quello di Saveri, di sua sorella e della vittima: la perizia verrà eseguita martedì.

La data dei funerali di Rossella Placati non è ancora stata fissata ma con ogni probabilità ci saranno a metà della prossima settimana e il corpo della 50enne troverà finalmente pace mentre il processo farà il suo corso. I figli Vanni e Nicolò Orlando, le sorelle Ines e Daniela e l’ex marito Giuseppe chiedono e vogliono la verità, così come il sindaco di Bondeno, Simone Saletti, a nome di tutta la comunità. —

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Pubblicato su La Nuova Ferrara