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Il primo colpo è stato mortale per Rossella, a Bondeno si cerca un piccolo scalpello

La Placati colpita in testa con un oggetto duro e pesante. La donna era già senza vita quando l’assassino si è accanito con un coltello

BONDENO. Rossella Placati, 50 anni, è stata uccisa con un oggetto molto duro e pesante. Forse un piccolo scalpello o una suppellettile con la base di pietra o marmo. È stata colpita alle spalle, con una violenza inaudita e tale da farla morire sul colpo. Ma l’assassino non si è fermato. Ha trovato una lama, quasi certamente un coltello, e si è accanito su quel corpo esanime più e più volte. Ogni ferita sarebbe potuta essere mortale considerate parti del corpo, la testa e poi sotto la mammella sinistra, dove è stata colpita.

Domani l’altra perizia, quella sui telefoni sequestrati che dovrà confermare gli spostamenti di Doriano Saveri (ex compagno della vittima e unico indagato per la morte della donna) nella giornata di domenica e, soprattutto, nella notte fino a lunedì mattina.

I telefoni

E seguendo poi le tracce degli smartphone di Saveri e della compagna si potrà arrivare forse alla verità. L’assassino di Rossella Placati non ha ancora dunque un nome, ma se le prove dovessero portare all’ex compagno, della cui responsabilità sono convinti gli inquirenti, per Saveri potrebbe esserci anche l’aggravante della premeditazione.

La visita

Lo stesso, infatti, la mattina di sabato è andato a casa di una delle sorelle della vittima «per chiedere scusa” e alla richiesta di spiegazioni ha risposto «lo saprete lunedì». La famiglia Placati mai avrebbe potuto immaginare una simile tragedia e ha pensato, visti i rapporti molto tesi tra i due che si stavano separando, a una eventuale denuncia.

E può anche darsi che in effetti l’intenzione fosse quella e che poi l’ennesima lite sia finita male, malissimo. I medici legali così come chi è arrivato nella casa di borgo San Giovanni a Bondeno il 22 febbraio, si sono trovati davanti a una scena agghiacciante. Il corpo della donna era martoriato, e chi ha agito lo ha fatto con la precisa intenzione di ucciderla. La famiglia della vittima ha nominato come avvocato Filippo Maggi, mentre Doriano Saveri è difeso dal legale Sergio Pellizzola, il quale dovrebbe andare a trovarlo in carcere.

Il condizionale è d’obbligo perché Saveri nei giorni scorsi ha tentato il suicidio ed è stato quindi portato in ospedale. È tornato all’Arginone, ma deve restare in isolamento per protocollo legato al Covid ed ecco che tutto diventa ancora più complicato. Ma il legale dovrebbe riuscire a parlarci. —

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Pubblicato su La Nuova Ferrara