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Esce di casa, viene ritrovato morto nel Po

Il corpo di un ottantenne di Copparo era nelle acque del fiume. La figlia preoccupata dall’assenza già da mercoledì

SERRAVALLE. Alle 15 di ieri è caduta ogni speranza di trovare ancora vivo Giovanni Zamboni, 80 anni di Copparo. I vigili del fuoco hanno avvistato il corpo dell’uomo nelle acque del Po all’altezza di Serravalle e dopo averlo recuperato è stato chiamato il fratello per il riconoscimento. Le ricerche sono andate avanti per tutta la mattina di ieri da parte delle forze dell’ordine, mentre i familiari hanno cominciato già mercoledì, quando si sono accorti che l’uomo, in precarie condizioni di salute, era uscito un sella alla sua bicicletta.

la ricostruzione

L’80enne è partito da Copparo poco dopo l’alba e con la sua bicicletta rossa è arrivato fino a Cologna, dove aveva ancora una casa ormai diroccata proprio in golena, che a quanto pare amava particolarmente.

La figlia ha iniziato a cercarlo quando non l’ha visto tornare alla solita ora, e ha dato l’allarme. Le forze dell’ordine hanno fatto passare il tempo necessario e quindi sono scattare le ricerche. Sulla ciclabile a Cologna i vigili del fuoco di Ferrara e i carabinieri di Copparo - guidati dal capitano Manuel Scacchi - con i colleghi del Norm. La bicicletta dell’80enne è stata ritrovata a circa due chilometri dall’abitazione, quasi sulla riva del fiume, ma di lui nessuna traccia.

la pista

I vigili e i militari hanno battuto tutta la zona, prima a piedi e quindi è arrivata una squadra da Ferrara con il gommone. Considerata la situazione è stato chiamato anche l’elicottero che è decollato da Bologna. Nel frattempo, i familiari hanno riconosciuto sia la bici che una felpa trovata sempre in zona, persa molto probabilmente mentre l’anziano stava pedalando.

Alle 15, il corpo è stato avvistato dall’alto e la squadra in acqua sul gommone è andata a recuperarlo sotto la pioggia battente.

Difficile dire cosa sia successo. Certamente l’uomo è entrato in acqua spontaneamente, percorrendo qualche centinaio di metri dal luogo in cui ha lasciato la bici fino al fiume. Da capire se il suo sia stato un gesto volontario, cosa che la famiglia tende a escludere perché non ci sarebbero ragioni a sostegno di questa ipotesi. Oppure se sia caduto dalla bicicletta e abbia poi in qualche modo perso completamente l’orientamento e sia arrivato fino all’acqua. Può anche darsi che si sia avvicinato alla riva e abbia perso l’equilibrio finendo in acqua.

Saranno le forze dell’ordine e i vigili del fuoco a dare una spiegazione ai familiari che non riescono a rassegnarsi. Testimoni raccontano di aver visto la bicicletta già alle 7. 30 del mattino di mercoledì. Alle 15.30 il medico arrivato a Serravalle, dove il corpo dell’uomo è stato portato, ha constato il decesso, avvenuto diverse ore prima. —

Annarita Bova

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Pubblicato su La Nuova Ferrara