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Ricerche del corpo anche con l’aiuto dei cani e dei droni

novellara (RE). Non si vuole lasciare nulla al caso. Così ieri sono entrati in campo nelle ricerche del corpo di Saman Abbas anche i vigili del fuoco che con un canotto hanno scandagliato il fondale del canale che costeggia la strada provinciale tra Novellara e Reggiolo, svuotato appositamente dall’autorità che regola le acque della Bonifica. È il canale che scorre vicino alla casa della famiglia pakistana.

«Sono esplorazioni che abbiamo già fatto nelle settimane scorse, ma che vogliamo approfondire per escludere con tutta sicurezza che il corpo della ragazza possa trovarsi lì», ha spiegato ieri il tenente colonnello Luigi Regni che comanda la compagnia dei carabinieri di Guastalla.

Il tratto di canale ispezionato è quello compreso tra la cascina dove abitava la famiglia di Saman e il casolare dove abitavano i cugini, braccianti dell’azienda agricola in cui lavorava Shabbar Abbas, padre di Saman. I due stabili, entrambi da giorni messi sotto sequestro dai carabinieri, distano fra loro solo qualche centinaio di metri e sono divisi proprio dal canale. Alla cascina sede dell’azienda agricola si accede dalla strada provinciale, mentre per raggiungere il casolare ora seminascosto dalla vegetazione bisogna attraversare un ponte e dirigersi verso i campi. Le abitazioni coloniche da giorni sono deserte; i nuclei familiari di pakistani che le occupavano le hanno abbandonate all’improvviso, senza che nessuno avvisasse il datore di lavoro, proprietario dell’azienda agricola.

Per il ritrovamento del corpo di Saman sono stati impiegati agenti, droni, cani molecolari e anche gli elicotteri. Sono stati perlustrati i campi e i pozzi. Ma, per ora, senza risultati. Oggi le ricerche dovrebbero nuovamente interessare l’area agricola che sta dietro al capannone dell’azienda. —

Pubblicato su La Nuova Ferrara