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Bimbo morto annegato Il titolare della struttura chiede di patteggiare

Accusati di omicidio colposo la mamma e il gestore L’avvocato della donna: «Valuteremo come muoverci»

bosco mesola. È certamente uno dei processi più duri da affrontare, quello che ruota attorno alla morte del piccolo Maxsimiliano Grandi, annegato a soli 4 anni nell’acqua della piscina dell’agriturismo Cà Laura di Bosco Mesola. Imputati per omicidio colposo la mamma, Veronica Romanelli, e il titolare dell’agriturismo, Gabriele Mantovani, dove è avvenuta la tragedia. I fatti risalgono al 13 luglio 2020 e ieri mattina l’udienza preliminare, persone offese il papà del piccolo, Erik Grandi, ma anche lo zio e la nonna, tutti difesi dall’avvocato Pieraccini. Veronica Romanelli è difesa dall’avvocato Ricciuti, mentre Mantovani dall’avvocatessa Ferrari. Ancora tra le persone offese ci sono gli altri tre figli della Romanelli.

Ieri mattina l’avvocatessa Ferrari ha presentato istanza di patteggiamento per Mantovani e il giudice ha così chiesto all’avvocato difensore di Veronica Romanelli se intende intraprendere la stessa strada e, intanto, ha aggiornato l’udienza al prossimo 19 ottobre.

i risarcimenti

Sempre ieri mattina è emerso che il risarcimento per le parti offese è avvenuto da parte della compagnia di assicurazioni del titolare dell’agriturismo, però ancora i soldi non sono stati liquidati e anche di questo si discuterà nella prossima udienza.

«La mia assistita è naturalmente distrutta, come solo una madre che perde un figlio può esserlo - spiega l’avvocato Ricciuti -. Non voglio adesso entrare nel merito di una questione piena di dolore, complessa e dalle mille sfumature. Non so ancora cosa faremo e se arriveremo a patteggiare».

Tre minuti. Questo il tempo della tragedia. La mamma ha perso di vista il bambino e in centottanta secondi la vita di tutta la famiglia si è fermata. Partendo dal presupposto che i genitori hanno sempre l’obbligo di vigilare, se vi fosse stato il servizio di salvataggio, il bambino avrebbe potuto salvarsi? Certamente Veronica Romanelli avrà delle responsabilità, ma fino a che punto? —

Annarita Bova

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Pubblicato su La Nuova Ferrara