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«Papà è morto di Covid aspettando il vaccino». Cento in lutto per il 68enne

Pietro Nicotra è deceduto il 24 maggio ma solo domani, 12 giugno,  ci sarà una veglia funebre. Ex dirigente Treccani e appassionato di sub lascia la moglie e il figlio Agostino

CENTO. Domani (12 giugno)  a quasi tre settimane dalla morte si potrà finalmente dare un ultimo saluto a Pietro Nicotra, il 68enne residente a Cento morto a causa del Covid lo scorso 24 maggio all’ospedale Sant’Anna di Cona, dov’era ricoverato dal 3 maggio. Purtroppo il contagio nell’occasione aveva interessato l’intero nucleo famigliare del 68enne, così solo domani si potrà fare la veglia direttamente in camera mortuaria, poi dopo la cremazione saranno organizzati i funerali.

Originario di Bologna, ma residente a Cento con la moglie Viviana e il figlio Agostino, il 68enne nella vita era stato un dirigente della Treccani e una volta andato in pensione si era dedicato alla sua grande passione, l’attività subacquea, della quale era anche diventato istruttore.

Il ricordo

“Oggi se ne è andato il mio supereroe preferito. Il mio papà. Colui che mi ha insegnato tutto ciò che so. E che mi voleva insegnare ancora tanto. Che ha dato sempre tutto per tutti, senza mai chiedere nulla in cambio. Che con la sua testa dura, non potevi dissuaderlo da qualsiasi idea gli saltasse in mente. Perché lui era così. Lui è così. Lui lotta sempre. Lotta fino alla fine. Non molla mai. Ed è proprio questo che porterò sempre con me. Insieme alla sua luce, che da oggi in poi mi brillerà sempre nel cuore. In fondo lo so, che stai ancora lottando per me, per noi. Lo so. Vorrei solo averti potuto dare un abbraccio. Ma lo faremo, ci ritroveremo. Tutti quanti. Ti amo papà, e ti amerò per sempre. Tuo Ago”. Questo il bellissimo messaggio di saluto di Agostino, il figlio del 68enne centese, che racconta il calvario del padre: «Purtroppo papà doveva essere già vaccinato - ci dice -, perché era cardiopatico, anche se il coronavirus non gli ha intaccato il cuore. Era nella categoria “estremamente fragili” ma non era ancora stato contattato per il vaccino, nonostante avessimo inviato diverse segnalazioni all’azienda sanitaria e le sue patologie fossero presenti sul suo Fascicolo sanitario».

Risposta tardiva

Intanto i giorni passavano, finché all’improvviso ecco per Nicotra i primi sintomi del Covid, con il contagio che ancora oggi non si sa da dove possa essere scaturito, visto che il 68enne e i suoi famigliari avevano sempre prestato grande attenzione. «Purtroppo - continua nel racconto il figlio Agostino -, il 12 maggio l’azienda sanitaria ci ha comunicato una data per il vaccino di papà, ma ormai lui stava già molto male. Dopo i primi controlli al pronto soccorso del Santissima Annunziata di Cento, era stato subito trasferito al Sant’Anna di Cona, dove ben presto è stato intubato e le sue condizioni sono via via peggiorate, fino all’ultimo stadio della malattia e, purtroppo, alla morte».

Come detto, il contagio ha colpito tutta la famiglia, tanto che lo stesso Agostino si è negativizzato solo da pochi giorni. Nei giorni successivi, quando si è sparsa la notizia del decesso, non sono mancati i messaggi di cordoglio. Ora si può finalmente dare l’ultimo saluto al 68enne, prima con la veglia di domani in camera mortuaria, poi appena possibile con la cerimonia funebre aperta agli altri famigliari e ai tanti amici. —

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Pubblicato su La Nuova Ferrara