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Addio a Maria Grazia Chiozzi, una vita al servizio dei disabili

È morta a 69 anni la storica presidente dell’Aias che con lei aveva riacquistato vitalità. Dai laboratori al progetto “Muoversi” ha lavorato in favore delle persone in difficoltà 

FERRARA. Il mondo del volontariato ed in particolare l’associazione Aias (Assocazione italiana assistenza spastici) piange la sua presidente Maria Grazia Chiozzi che ha ceduto alla malattia che da tempo l’aveva colpita, venerdì mattina presso l’Hospice Ado dove era ricoverata.

Grande serenità

«La mamma che ha sempre affrontato i suoi problemi di salute con grande serenità ed accettazione – racconta il figlio Lorenzo – si è aggravata quest’ultima settimana e purtroppo non ce l’ha fatta a superare la crisi. Mio padre ed io desideriamo darle l’ultimo saluto in forma strettamente privata per cui non renderemo noto né il giorno né l’ora del funerale; ci riserviamo invece quando il dolore si sarà un po’ attenuato e ci permetterà di affrontare un momento così difficile, di commemorarla ufficialmente ed allora saranno benvenute le altre Associazioni di volontariato e tutti coloro che la conoscevano e la stimavano».

Maria Grazia Chiozzi avrebbe compiuto il prossimo settembre 70 anni ed era sposata con Rolando Fabbri; per lungo tempo ha presieduto l’associazione Aias che con lei ha riacquistato vigore e vitalità. Recentemente l’avevamo intervistata proprio per far conoscere alla città i grandi passi che aveva compiuto sotto la sua direzione coinvolgendo gli iscritti in gite e vacanze estive, ma anche in attività ludiche che si svolgevano sia presso la sede di via Labriola che insieme ad altre realtà del mondo del volontariato in particolare l’Unitalsi; una targa posta su una parete del “Fienile di Baura” dove sono attivi diversi laboratori per disabili, ricorda l’importante contributo che l’Aias diede per la sua realizzazione. Ricordava, la storica presidente, le difficoltà legate al Covid ma anche l’orgoglio di aver potuto dare continuità al progetto “Muoversi” che consentiva a molti disabili ferraresi di raggiungere i luoghi di lavoro e studio.

Il ricordo

«Mia madre – ricorda ancora Lorenzo – per i suoi problemi fisici non è stata una madre come tutte le altre ma insieme a mio padre è riuscita a far in modo che io non ne risentissi, anzi da grande combattente quale è sempre stata mi ha dato un grande esempio che io sto portando avanti sempre nel sociale attraverso l’Associazione Matteo 25 dove sono il responsabile settore stampa».

Anche don Michele parroco di Sant’Agostino in via Mambro, la chiesa che Maria Grazia frequentava assiduamente l’ha descritta come «una grande donna, forte e generosa, dotata di una capacità straordinaria di mettersi al servizio degli altri, sorridente e serena e di grande fede». —

Margherita Goberti

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Pubblicato su La Nuova Ferrara