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Addio a Paola Pigni leggenda azzurra Pioniera e primatista mondiale dei 1.500

È morta a 75 anni per un malore improvviso, un ricco palmares in cui spicca il bronzo alle Olimpiadi di Monaco del ‘72 

il lutto

Per 80 giorni, nell’estate del 1969 il suo 4’12”4 manuale fu record mondiale dei 1500 metri femminile. La sua medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Monaco di Baviera del 1972 fu la prima marchiata con i cinque cerchi di una mezzofondista italiana. Paola Pigni, scomparsa ieri a 75 anni in seguito a un malore, è stata la pioniera del mezzofondo azzurro. È stato un malore improvviso a portarla via poco dopo aver partecipato alla Festa dell’educazione alimentare nelle scuole nella tenuta presidenziale di Castel Porziano, a cui era presente anche il presidente della Repubblica, Mattarella, che ha mandato un messaggio di cordoglio alla famiglia della ex atleta.

Figlia del tenore Renzo Pigni e della soprano Montserrat Hurtado, Paola era nata a Milano il 30 dicembre 1945. Di lei si ricordano tante vittorie, tante imprese negli anni del doping altrui, quello delle atlete dell’Unione Sovietica, delle tedesche della Ddr, delle cecoslovacche. Di lei si ricorda la sua corsa fluida, rotonda, potente e soprattutto elegante. Quella sera del 2 luglio 1969 sulla pista della monumentale Arena Civica in occasione della classica “Notturna” di Milano diede esempio della sua classe. Quella sera di quasi 52 anni fa, 18 giorni prima dello storico sbarco sulla Luna da parte degli astronauti statunitensi Neil Armstrong e Buzz Aldrin, Paola Pigni diventò anche lei una prima di tutte. Infatti, divenne la donna più veloce dei 1500 metri portando via il primato nella sfida diretta all’olandese Mia Gommers che quasi due anni prima aveva corso in 4’15” 6.

In quegli anni il movimento internazionale del mezzofondo iniziava ad essere in fermento sia nella vecchia Europa che negli Stati Uniti. E Paola Pigni è grande protagonista di quella stagione, e vera e propria pioniera in Italia per le donne impegnate nell’atletica sulle lunghe distanze. Cresciuta come velocista nel Circolo Giuliano Dalmata per poi approdare alla blasonata Snia Milano, alcuni mesi dopo il record si presenta 23enne agli Europei di Atene forte del primato mondiale. Sulla strada dell’italiana spuntò la cecoslovacca Jaroslava Jehlickovà al suo primo ed unico titolo firmato con tanto di record mondiale (4’10” 7). Negli anni successivi Paola Pigni – che nel 1971 diventò mamma di Chiara e nel 1981 anche di Claudio – dominò il mezzofondo in Italia, dagli 800 ai 3000 metri compresi fino ai cross.

Il 1972 fu l’anno dei Giochi di Monaco di Baviera. Paola, allenata da Bruno Cacchi, tecnico e poi anche marito-allenatore, sulla pista dell’Olympiastadion della città bavarese migliorò per ben tre volte il suo primato italiano sui 15000 tra il 4 e il 9 settembre. Il 4’02”85 della finale non bastò per conquistare l’oro andato al collo alla sovietica Lyudmila Bragina capace di uno strepitoso record mondiale portato a 4’01” 38. Monaco ‘72, coronato dalla medaglia di bronzo, fu per Paola il momento più alto, più bello della sua carriera, proseguita con un oro particolare, quello delle Universiadi vinto l’anno successivo nella tana della Bragina, a Mosca. Suo anche l’oro dei Giochi dei Mediterraneo del ‘73 in Algeria.

Scorrendo il palmares della mezzofondista lombarda anche il primato mondiale del miglio con 4’29” 5: correva l’anno 1973. In carriera ha indossato 33 volte la maglia della nazionale. Nell’ottobre del 2015 il presidente del Coni Giovanni Malagò le consegnò l’onorificenza di Ufficiale al Merito della Repubblica Italiana. —

Pubblicato su La Nuova Ferrara