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Argenta, addio tra i fiori alla giovane Paola: «Adesso pregate per la famiglia»

Il parroco di Argenta riunisce genitori e fratelli della 21enne: «Diamo valore al senso della vita che lei ci ha lasciato»

ARGENTA. Attorno a quella bara bianca, circondata da rose bianche con sfumature rosa, mazzi di fiori anche a forma di cuore e un immenso dolore che si poteva quasi toccare con mano, don Fulvio Bresciani, al termine del rito funebre, ha riunito l’intera famiglia di Paola, chiedendo ai numerosi presenti in duomo di pregare, perché nel ricordo «ricominci una nuova vita unita». Un momento davvero toccante, quello creato dal parroco di Argenta. Pochi minuti con papà, mamma e fratelli di Paola rivolti verso chi, di fronte a loro, ha pressoché riempito i banchi del duomo argentano.

APPESA A UN FILO

Ieri mattina, infatti, si è svolto il funerale di Paola Carrozza, la 21enne argentana deceduta assieme all’amica 20enne Marialuisa Sibilio in quel drammatico incidente stradale del 16 novembre, verificatosi lungo la via Matteotti: quel tristemente famoso tratto di strada alberato che dal centro di Argenta conduce al santuario della Celletta e alla statale Adriatica. Un incidente nel quale è rimasta ferita gravemente Elisa Di Bona, la 21enne tuttora ricoverata all’ospedale Sant’Anna di Cona aggrappata alla vita, ma sempre in prognosi riservata ricoverata nel reparto di rianimazione.

Una funzione funebre, quella di ieri, a cui in molti avrebbero fatto a meno di partecipare, quasi a voler cancellare il dramma sotteso e poter ritornare alla vita spensierata di prima; invece, nonostante il vento freddo e un pallido sole, non sono mancati soprattutto i numerosi amici di Paola. E lo hanno fatto recandosi prima alla camera mortuaria dell’ospedale di Argenta, stringendosi uno a fianco all’altro per farsi forza e dimostrare ai familiari l’affetto e la stima che hanno sempre nutrito per la loro amica. Con loro, oltre ai carabinieri per una presenza istituzionale, c’era il sindaco Andrea Baldini con l’assessore Giulia Cillani, proprio a voler significare la partecipazione dell’intera comunità argentana.

Sul sagrato del duomo, intanto, c’erano già in attesa numerose persone e ancora una volta molti giovani, fortemente colpiti da questa immane tragedia.

Durante l’omelia, il parroco don Fulvio Bresciani, oltre a fare memoria che ad Alfonsine si stava svolgendo il funerale di Marialuisa Sibilio, ha tenuto a sottolineare che «è la vita che parla e non la morte, anche se la vita è fatta di tragedie».

Rispondendo poi ai troppi e inopportuni commenti buttati lì dopo il tragico incidente, don Fulvio ha ricordato che «sparare giudizi non serve, si va oltre e non spetta a noi, ma a Dio. È vero – ha aggiunto il parroco – la morte ci porta via tutto e ci facciamo anche domande, come perché ci è stata tolta Paola? Ecco, nemmeno il Papa potrà dare una risposta. Credetemi, la morte non consola la storia di una persona. Piuttosto, manteniamo in vita che cosa ha lasciato Paola: amore, benevolenza, affetto. Tutto questo non è morto. Rivalorizziamo dunque il senso della vita che Paola ha lasciato».

IL RINGRAZIAMENTO

Poi, prima che quel feretro bianco lasciasse il duomo, quel gesto di riunire mamma, papà e fratelli ha trovato ampi consensi tra i presenti. Una famiglia che, al termine del mesto rito e pure distrutta dal dolore, ha voluto ringraziare innanzi tutto proprio il parroco, ma poi anche le forze dell’ordine, la polizia locale, i rappresentati della municipalità e tutte le persone, tante, che si sono strette attorno al feretro della cara congiunta, sotto un sole troppo debole per scaldare tutti quei cuori affranti.

Giorgio Carnaroli

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Pubblicato su La Nuova Ferrara