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Parla l’ex compagno: «Denis minacciato dalla famiglia Internò»

BOCCALEONE. «Denis mi disse che i familiari della fidanzata lo misero con le spalle al muro: “O sposi Isabella o ci saranno delle conseguenze”. Ma lui non voleva sposarla, voleva solo fare il genitore». Così ha testimoniato ieri, in Corte d’Assise a Cosenza, l’ex calciatore Sergio Galeazzi, compagno di Denis Bergamini nella squadra calabrese.

Anche lui è convinto che il giocatore originario di Boccaleone non si sia suicidato: «Nessuno di noi nello spogliatoio ci ha mai creduto: un giovane con un contratto sul tavolo, lascia il ritiro e va uccidersi a 100 chilometri di distanza? Era pieno di vita e per questo dico che non si è ucciso. Il mio non è un dubbio ma una certezza», ha detto Galeazzi.

Nell’udienza del processo sulla morte di Bergamini (avvenuta il 18 novembre 1989) che vede come unica imputata, con l’accusa di omicidio aggravato da premeditazione e dai futili motivi, l’ex fidanzata Isabella Internò, sono state sentite anche Amelia Bargone e Angelina Fusinato, due amiche di Bergamini negli anni cosentini. Entrambe hanno riferito della forte gelosia che la Internò, a ridosso della morte di Denis, provava nei loro confronti.

Ma non sarà un processo semplice e un esempio è arrivato ieri: il pm Luca Primicerio ha detto che una teste, Tiziana Rota, moglie dell’ex calciatore del Cosenza Maurizio Lucchetti, «venerdì sarà assente per motivi di salute ma ritengo, per come si evince dalle intercettazioni, che abbia paura di testimoniare». Si torna in aula già giovedì prossimo.

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Pubblicato su La Nuova Ferrara