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Longastrino piange “e Giaz” Storico fiocinino morto a 101 anni

LONGASTRINO. Se n’è andato in un battibaleno, senza soffrire e sotto gli occhi dei famigliari. Così è deceduto mercoledì sera, nella sua abitazione di Longastrino, Ernesto Ballardini di ben 101 anni, da tutti conosciuto con il soprannome “e Giaz” (il ghiaccio). Un omone buono, affettuoso, che assieme alla moglie Adriana Tartufi, deceduta nel marzo 2017, ha saputo tenere in piedi una bella famiglia con ii figli Romano, Giordana, Giordano e diversi nipoti. Adriana ed Ernesto divennero famosi anche per aver vissuto insieme per ben 77 anni di matrimonio, tanto da meritarsi una pagina (firmata Egidio Checcoli) nella rivista Gentes di Longastrino nel dicembre del 2015.

Dopo la morte della moglie, Ernesto, avendo sempre attorno l’affetto dei suoi cari, pian piano è riuscito a superare le difficoltà del momento, arrivando a superare il traguardo del secolo di vita. «Le valli sono state la mia seconda casa - raccontava Ballardini -, ci stavo giorno e notte: di giorno pescavo con la fiocina e di notte con fiocina e fasèla (fanale a carburo; ndr). Era una vita dura, con il vento che a volte ti tagliava la faccia... Per quindici anni consecutivi non sono mai andato al bar, se non in rare occasioni, perché ero sempre nelle valli a pescare o fare il barcaiolo». Tanti anche i ricordi di guerra, dall’Albania alla Grecia, fino all’interminabile ritirata dalla Russia.

Fra le curiosità, da segnalare il libro “Tutti o nessuno” sulla cooperazione della ricercatrice americana Alison Sànchez, presentato a Longastrino in collegamento con l’autrice. Era presente anche Ballardini, perché con la sua famiglia ospitò l’autrice per diverso tempo durante il biennio della borsa di studio per la ricerca.

Oggi alle 15, durante il rito funebre nella chiesa del paese, la comunità di Longastrino avrà modo di essere presente per l’estremo saluto proprio a voler testimoniare stima e affetto ai famigliari, la stessa che per tanti anni hanno avuto per “e Giaz”. “Lo zio Giaz – è stato l’addio di Milena Baldrati - era una roccia, un pezzo di storia vivente e mancherà un sacco a tutti”.

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Pubblicato su La Nuova Ferrara