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Operaio morto a Ferrara, s’indaga sulla imbragatura

La procura ordina ai tecnici esami sul dispositivo che doveva legare la vittima all’impalcatura: la verità dall’autopsia 

FERRARA. Era in sicurezza il cantiere? E se sì, come è stato subito accertato dalla produzione dei documenti forniti, gli operai che vi lavoravano rispettavano le norme imposte dai datori di lavoro, le imprese di cui sono dipendenti, Omnia, A&C e Tassi? E l’operaio morto cadendo dal ponteggio, se indossava l’imbragatura, come è risultato dal primo sopralluogo, lo aveva fatto regolarmente o no, o qualcosa si è rotto del sistema di protezione individuale? Tante domande per avere una sola risposta e spiegare perché Miz Mohamed Fagwzy Abdou, 36 anni, egiziano da una decina di anni in Italia, è morto cadendo dall’altezza di 15 metri dal ponteggio di un cantiere a Borgo Punta. Una tragedia che ora apre tutti gli scenari giudiziari obbligati, visto che dopo i rilievi della Polizia, si sono succeduti quelli dei tecnici della Medicina del lavoro che hanno fotografato, repertato, tutto ciò che potrebbe dare la risposta al magistrato che ha aperto l’inchiesta sulla tragedia del lavoro.

Indagini per omicidio colposo e violazione di norme di sicurezza, al momento le ipotesi contro ignoti, ma come accade di prassi, dopo lo sviluppo dell’indagine verranno individuati indagati, per poter svolgere gli atti dovuti di rito, perizie tecniche e soprattutto l’autopsia. Sì, per avere una spiegazione sulla tragedia di Abdou, sarà fondamentale l’autopsia, che dovrà stabilire se l’operaio fosse o meno sul ponteggio a lavorare in condizioni psicofisiche ottimali o possa, ad esempio, anche aver avuto un malore che lo avrebbe fatto cadere. L’indagine, in parallelo, da quanto si apprende, si concentrerà su quella imbragatura che Abdou aveva addosso e che lega gli operai ai ponteggi, dispositivo anticaduta salvavita: in questo caso, sono in corso accertamenti dei tecnici per verificare se e come fosse stata indossata, mentre gli inquirenti stanno ascoltando ancora tutta una serie di persone, possibili testimoni e non della tragedia.

Il cantiere dicevamo è sotto sequestro, ma al momento si tratta delle due impalcature oggetto della caduta, mentre il resto del cantiere era in corso di chiusura dopo mesi e mesi di lavori di ristrutturazione con il bonus 110%. Le aziende interessate, dicevamo, Tassi Group esecutrice, la Omnia, colosso bolognese che fornisce ponteggi ai cantieri, e la ditta in subappalto per commessa, la A&C di Baricella, dove viveva Abdou, single, senza famiglia ma assieme al connazionale che lo ha visto morire martedì mattina, si stringono attorno al loro operaio. «Tutto ciò che si potrà fare per lui lo faremo», spiegava ieri il legale di Tassi Group Paolo Loberti, che ricordava la assoluta regolarità della documentazione del cantiere in materia di sicurezza e anche loro sono in attesa di sapere cosa possa aver causato la tragedia, ben consapevoli degli sviluppi giudiziari obbligati che ci saranno.

Daniele Predieri

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Pubblicato su La Nuova Ferrara