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«Il momento fa riflettere ma non è sfida decisiva L’alternanza in porta? Serve una scelta precisa»

l’intervistaLui la serie A la conosce. Come giocatore e come dirigente. Le sfide col Cagliari le ha disputate, in biancazzurro, quando dall’altra parte c’era Gigi Riva. Ferrara è, da decenni, la sua...

l’intervista

Lui la serie A la conosce. Come giocatore e come dirigente. Le sfide col Cagliari le ha disputate, in biancazzurro, quando dall’altra parte c’era Gigi Riva. Ferrara è, da decenni, la sua città. E della Spal sa vita, morte e miracoli. Renato Cipollini, icona del mondo biancazzurro, analizza il momento a qualche giorno dalla partita interna con il Cagliari.

Cipollini, quella con i sardi si annuncia come una sfida già cruciale?

«Macché. Non esageriamo. Io di sicuro non la vedo in questi termini».

La Spal ha raccolto 3 punti nelle ultime 7 gare, con 6 ko. Il Cagliari di punti ne ha 7 nelle ultime 4 partite.

«Significa nulla. Nel senso che nell’arco di un campionato può capitare un momento come quello attuale della Spal. Sa qual è il vero problema? »

Ecco, ci dica qual è.

«Che questa fase è arrivata quando l’ambiente, in generale, aveva fatto il palato ad una realtà un po’diversa. I risultati iniziali e certe prestazioni avevano creato una dose di fiducia forse eccessiva. Va ritrovata la giusta dimensione, per affrontare con lo spirito giusto i prossimi impegni. La Spal non può fare voli pindarici».

In che senso?

«Mi pare evidente: non va mai perso di vista l’obiettivo. Che nel caso della Spal è ovviamente la salvezza. Il campionato dei biancazzurri è quello».

Converrà però che 6 sconfitte in 7 gare possono suscitare un minimo di apprensione, diciamo così.

«Le dimensioni di tale striscia fanno pensare il contrario, ma garantisco che in serie A per una squadra come la Spal è normale una serie negativa del genere, a livello di risultati accade eccome».

Quindi, nessuna preoccupazione?

«Non ne farei un dramma. Non bisogna farsi prendere dalla paura, perché quella diventerebbe una brutta compagna di viaggio».

Lei sta seguendo la Spal?

«E come potrei non farlo? Mi sembra doveroso. L’ultima allo stadio è stata col Sassuolo, ma anche in tv non ne perdo una. La gara con la Lazio l’ho vista eccome».

Impressioni?

«Buone cose nel primo tempo, con la capacità di recuperare lo svantaggio. Dopo il 2-1 non c’è stata reazione, ma è una partita da lasciarsi alle spalle alla svelta».

Prospettive?

«Non si pensi che le prossime in casa vadano vinte obbligatoriamente perché le avversarie si chiameranno Cagliari, Empoli e Chievo. Non va preteso il successo a tutti i costi: gli scontri diretti è importante non perderli».

In sintesi?

«Il momento deve far riflettere ma non preoccupare».

Altro tasto: da ex portiere come valuta l’alternanza tra i pali nelle ultime partite?

«La Spal ha due portieri più o meno allo stesso livello, ed in tal caso la scelta è difficile. Ecco, forse Gomis ha un po’di esperienza in più di Milinkovic Savic. Ma io non posso dire chi sia il migliore, né mi permetto di giudicare le scelte. Al netto di ciò, la mia valutazione è questa: io sono per una graduatoria, ci deve essere il primo ed il secondo. Il portiere non deve essere messo nella condizione che se fa un errore non gioca la partita successiva, o non gioca più. Per la specificità del ruolo, troppo antagonismo fa male, la situazione diventa complicata, toglie tranquillità. Andrebbe fatta una scelta precisa». –

P. N.

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Pubblicato su La Nuova Ferrara