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«Sintomi sottovalutati» Sotto accusa 4 medici per la paziente deceduta

Quattro medici, uno del pronto soccorso dell’ospedale Sant’Anna di Cona e tre della casa di cura Quisisana, sono accusati di omicidio colposo per la morte di una signora di 82 anni, avvenuta il 9 luglio del 2017.

Due giorni prima del decesso, la signora si era presentata al pronto soccorso di Cona con nausea, vomito e dolori addominali. Il medico che la visitò consigliò un ricovero per osservazione, ma la donna preferì tornare a casa.

Il giorno successivo ritornò a Cona, perché i dolori continuavano, e venne disposto il ricovero presso la casa di cura Quisisana, dove il medico che la visitò fece una diagnosi di sub occlusione intestinale, diagnosi confermata da un altro collega della casa di cura, che prescrisse una terapia farmacologica.

La situazione precipitò il pomeriggio del giorno successivo, verso le 14.30, quando le condizioni della paziente registrarono un netto peggioramento dovuto, come è stato accertato, a una vera e propria occlusione intestinale. Il medico in servizio decise di non disporre il trasferimento all’ospedale di Cona, ma prescrisse alla paziente farmaci antidolorifici e antinausea.

Solo alle 22.45, quando lo stato della donna era già critico, venne deciso il ricovero al Sant’Anna, ma poco dopo l’arrivo al pronto soccorso di Cona la donna morì. A seguito della denuncia dei famigliari della vittima, la procura ha indagato i quattro medici che tra il 7 e il 9 luglio presero in carico la paziente.

L’autopsia accertò che il decesso avvenne per occlusione intestinale, e secondo i consulenti del pubblico ministero ci fu una sottovalutazione di sintomi, al punto che non vennero predisposti accertamenti di secondo livello, come una Tac e una visita chirurgica.

Ieri, nel corso dell’udienza preliminare, sono cominciati gli interrogatori dei quattro imputati, difesi dagli avvocati Michele Ciaccia, Claudia Pelà e Cristofori. Il processo riprende a febbraio. —

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Pubblicato su La Nuova Ferrara