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Muore poche ore dopo l’incidente

Ferrara: travolto da un’auto assieme alla figlia mentre usciva dal barbiere, l’investimento giovedì sera in via Modena a Cassana

FERRARA. Quando giovedì sera è arrivato in eliambulanza all’ospedale Maggiore di Bologna, le sue condizioni erano ormai disperate. Gilberto Bindini, 82 anni, l’uomo investito sulla pista ciclopedonale di via Modena insieme alla figlia, non è sopravvissuto ai gravissimi traumi riportati nell’impatto, ed è morto poche ore dopo il ricovero.

 

Giovedì la figlia Monica, rimasta a sua volta ferita seppure in modo non preoccupante, lo aveva accompagnato dal barbiere: «Il signor Gilberto era mio cliente da alcuni anni, un uomo molto buono, gentile e cordiale - spiega Claudio Trevisani nel suo negozio al civico 455 di via Modena - Parlavamo di calcio, aveva la passione per la Spal. Era qui appena un quarto d’ora prima dell’incidente, sono molto addolorato per la sua scomparsa».



Bindini aveva lavorato come meccanico e viveva in via Optato Atti a Porotto, non lontano dal luogo dell’investimento. Da qualche anno aveva perso la moglie Rina, ma era circondato da una solida rete di affetto familiare. Accanto a lui vive il figlio Marco, che ieri sera, di ritorno dall’ospedale Maggiore per il riconoscimento della salma, a stento è riuscito a trattenere la commozione: «Mia padre era un uomo di grande bontà, sono sconvolto». Oltre a Marco e Monica, il signor Gilberto lascia il figlio Mirco, che vive a Bologna e i nipoti, ma a ricordarlo con grande cordoglio sono tutti i vicini di casa, che in via Atti costituiscono una comunità molto unita e solidale.



«Nostro zio era un angelo, sul serio, non solo le frasi che si dicono quando qualcuno non c’è più, era davvero una persona a cui era impossibile non voler bene», dicono i nipoti. «Siamo tutti addolorati - aggiunge Luciana, amica e coetanea dei figli - Gilberto lo vedevamo tutti i giorni passare per la strada per portare a spasso il cagnolino, e non mancava mai di fermarsi a salutare e rivolgerci un sorriso, o informarsi su come stavamo. La sua è sempre stata una famiglia molto unita, era sempre un piacere per me andare a casa loro, si respirava un’atmosfera di profondo affetto».


Qualche anno fa Gilberto aveva avuto un infortunio domestico, e si era temuto per la sua salute. Ma si era ripreso, e aveva ricominciato a muoversi con l’aiuto di un tutore. I figli, a cominciare da Monica, lo accudivano con costanza e amore, soprattutto da quando era rimasto vedovo. Anche giovedì sera la figlia lo aveva accompagnato dal barbiere, e si stavano dirigendo verso casa quando è avvenuta la tragedia.



Papà e figlia stavano camminando sulla pista ciclopedonale di via Modena quando sono stati investiti da un’auto condotta da un ferrarese di 55 anni, che mentre cercava di immettersi in via Checchi probabilmente era concentrato soprattutto sul traffico intenso di via Modena; così non appena ha colto un varco nella fila di auto ha svoltato invadendo la ciclabile e travolgendo padre e figlia. —



 

Pubblicato su La Nuova Ferrara