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«Per vedere la partita del Milan è uscito in bici con la febbre»

Comunità di Mesola commossa per la morte dell’anziano colpito da malore sulla strada. La moglie sconvolta: «Gli avevo detto di non andare al bar, ma non ha voluto» 

MESOLA. «Non mi ha dato retta, ha voluto a tutti i costi andare al bar in bici, per vedere la partita, nonostante avesse la febbre a 38. Ho cercato di convincerlo di guardare il Milan a casa o ad andare in piazza in auto, ma non c’è stato niente da fare e adesso sono qui a piangere, perché mio marito non c’è più».. Non si dà pace Bice Agnelli, moglie di Roberto Avanzi, il pensionato di 80 anni deceduto sabato sera per un malore mentre in sella alla sua bicicletta stava percorrendo via XXV Aprile, per raggiungere il bar Evento Caffè.


LA PASSIONE


La dedizione per la squadra del cuore ha spinto l’anziano a uscire di casa nonostante fosse debilitato da una bronchite e nonostante i moniti della moglie. La donna, preoccupata per le condizioni di salute del marito, alle 21 ha suonato al campanello dell’appartamento del vicino al piano superiore, della palazzina di via II Giugno, dove vive.



«Bice ha suonato da me – ricorda ancora scosso il vicino, Fiorindo Milani –, per chiedermi di mandare mio figlio in macchina a vedere se suo marito fosse arrivato al bar con la bicicletta, perché Pippon, come tutti noi chiamavamo Roberto, era uscito anche se aveva la febbre e c’era maltempo».


I LAMPEGGIANTI


Ma è bastata la svolta da via II Giugno a via XXV aprile, per capire che all’incrocio successivo, quello con via Migliorini, era successo qualcosa di terribile: «A distanza di 200 metri abbiamo visto i lampeggianti dell’ambulanza, poi i soccorritori che praticavano il massaggio cardiaco a una persona stesa a terra. Era il mio vicino di casa».



A lungo i sanitari dell’automedica dell’ospedale del Delta e dell’ambulanza di Bosco Mesola si sono prodigati, praticando all’anziano il massaggio cardiopolmonare, ma invano. Roberto è deceduto poco dopo le 22.


Anche Fiorindo Milani, il vicino di casa, ha cercato di aiutare i soccorritori, mettendo in atto il massaggio cardiaco, fino a quando al medico soccorritore non è toccato il compito di constatare il decesso del pensionato, la cui salma è stata trasportato poi nella camera mortuaria dell’ospedale del Delta.


IL CORDOGLIO


Accorsa da Ravenna, dove vive con la famiglia, Paola Avanzi,  la figlia di Roberto, riconosce che «se papà avesse dato ascolto alla mamma, ora non saremmo qui a disperarci. Voleva a tutti i costi vedere il Milan al bar con gli amici. Non lo ha fermato neppure la febbre alta. Non le ha dato retta, è uscito nonostante tutto».


Mentre Edgardo Gnani, titolare del bar Anna, di fronte al Municipio, ricorda Avanzi come «un grande milanista, ipercritico, che trascorreva da noi le mattine».

Ne piange la scomparsa anche Jin Naohua, titolare dell’Evento Caffè: «Il pomeriggio sedeva qui al tavolo a giocare a carte con gli amici – ricorda il barista – e la sera tornava quando c’erano le partite. Ci mancherà».


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Pubblicato su La Nuova Ferrara