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Ciao Alessandro, a Ferrara è morto il ragazzo coraggio

Il giovane aveva 17 anni e dalla nascita aveva una gravissima disabilità. Il ricordo del papà: mio figlio mi ha insegnato tanto

FERRARA. È un dolore straziante per tutti quelli che l’hanno conosciuto e in particolare per i genitori Francesca e Marco, che con un amore straordinario lo hanno cresciuto e seguito passo dopo passo per tutta la sua breve vita.


Alessandro Veronesi è morto sabato mattina nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale Sant’Anna di Cona. Aveva solo 17 anni, compiuti lo scorso febbraio. Dalla nascita aveva una grave disabilità dovuta ad una rarissima patologia cromosomica che ne aveva limitato la mobilità e la cognitività. Si è spento dopo una agonia durata un paio di giorni, da quando, mentre era ospite nella residence della Cidas Calicanto, è stato ricoverato d’urgenza all’ospedale per una polmonite acuta con versamento. Due giorni e due notti all’ospedale con i medici che hanno tentato di tutto per arginare la malattia, ma alla fine poco dopo le 11 di sabato si è spento non prima di aver salutato mamma Francesca, che tornava dall’ospedale di Forlì per un problema di salute, e papà Marco. La fine di un calvario di sofferenze, ma che, pur nelle difficoltà e nelle fatiche, ha rivelato il grande dono che è stato Alessandro per i suoi genitori in tutti questi anni.

Il ricordo


Papà Marco, poliziotto in servizio alla Polizia Ferroviaria di Bologna, ha un concetto ben preciso su suo figlio e il suo è un ricordo dolcissimo, pur nella tristezza per un destino che glielo ha strappato ancora minorenne.


«In questo momento di grande dolore per il distacco, devo ringraziare mio figlio Alessandro - dice commosso Marco Veronesi - perché mi ha insegnato tanto. Per prima cosa, ad avere più amore e sensibilità verso le persone che hanno disabilità. Ha migliorato tutti, anche i bambini e i ragazzi che hanno frequentato con lui la scuola. Ricordo con piacere che facevano a gara per aiutarlo, e di questo li ringrazio perché mi hanno riempito di gioia. Alessandro è stato accettato in tutti gli ambienti che ha frequentato sia alle elementari che alle medie alla Bonati. Purtroppo alle scuole superiori non c’è la possibilità di avere un sostegno tale per cui non ha potuto più frequentare viste le sue condizioni».



In questi anni dopo le scuole medie, Alessandro è stato ospite del centro diurno della Cidas alla Rivana. Ha affrontato con grande coraggio le numerose terapie.


«Nelle ultime settimane - prosegue nel racconto Marco - a causa di un problema di salute di mia moglie, lo abbiamo trasferito alla residenza di via Pomposa sempre della Cidas».


Ringraziamenti


«Colgo l’occasione - dichiara il papà del ragazzo - di ringraziare tutti quelli che in questi anni sono stati vicini ad Alessandro, sia il reparto di pediatria del Sant’Anna che quello di neuropsichiatria pediatrica, in particolare la dottoressa Suglia. Anche l’Istituzione scolastica del Comune è stata particolarmente vicina e attenta a tutte le problematiche derivate dalle due condizioni e con Alessandro sono stati sempre all’altezza delle aspettative. In questi anni ho avuto anche la vicinanza di tutta la famiglia della Polizia di Stato, che mi ha dato un prezioso supporto».


L’ultimo saluto


Le esequie di Alessandro Veronesi si celebreranno domani pomeriggio alle ore 15.30 nella basilica di San Giorgio celebrate dal vicario parrocchiale. La famiglia Veronesi da qualche anno si era trasferita a Focomorto, dopo che per lungo tempo aveva abitato in via Comacchio. Dopo le esequie si formerà un corteo per il cimitero di Quacchio, per un ultimo saluto a un ragazzo che ha lasciato un segno e un ricordo profondo, per come ha affrontato le avversità della vita. —


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Pubblicato su La Nuova Ferrara