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Ferrara, giovane morto al Sant’Anna: ambulatorio aperto più a lungo per la profilassi

Un ambulatorio dell’Asl accoglie tutte le persone che hanno incontrato la vittima  Asl e S. Anna al lavoro dopo i test positivi al meningococco. Si attende l’autopsia

FERRARA. Si allarga la profilassi per il caso del ventinovenne deceduto lunedì scorso all’ospedale Sant’Anna forse per le complicanze di una forma di meningite. Sono state 114 solo nell’ambito ospedaliero le persone che hanno avuto contatti con Pier Paolo Padovani nelle ore precedenti la morte (57 pazienti presenti al pronto soccorso domenica scorsa, nel pomeriggio, e 57 operatori sanitari); ad essi vanno aggiunti i soggetti che hanno incontrato la vittima fuori dall’ospedale la scorsa settimana (familiari e altri). Tutti vengono sottoposti a terapia antibiotica, procedura già avviata nei giorni scorsi, quando l’ambulatorio dell’Asl - per agevolare l’accesso delle persone invitate ad eseguire la prevenzione contro la meningite - ha allungato gli orari fino a sera.


Consulenze e perizie. Servirà tempo per chiarire il caso del ventinovenne morto il 25 novembre dopo un doppio ricovero avvenuto nel giro di 24 ore. A far luce sulle cause del decesso del ventinovenne, studente lavoratore ferrarese, saranno gli esami (autopsia, eventuali consulenze e perizie) che saranno eseguiti nei prossimi giorni e dai quali dipende anche l’esito dell’indagine avviata dalla procura di Ferrara per stabilire se la morte può essere collegata anche a carenze o errori nell’assistenza sanitaria.


I primi atti sono già stati raccolti dal pm di turno, Fabrizio Valloni, per essere presto consegnati al sostituto procuratore che sarà designato come titolare dell’inchiesta.


Indagine complessa. Per ora la morte del giovane resta un giallo. Le analisi di laboratorio il cui esito è stato acquisito lo stesso giorno del decesso hanno evidenziato la presenza nel sangue della vittima di batteri che suggeriscono l’innesco di un’infezione, in particolare una meningite.


Ma il giovane soffriva anche di una patologia rara (Epn) che causa un’anemia legata ad un fattore genetico, molto pericolosa e per la quale Pier Paolo Padovani era in cura. Il compito degli accertamenti medico-legali potrebbe essere quindi decisivo per stabilire le il decesso è legato a cause che dipendono oppure no dall’intervento sanitario.

Fino a ieri non erano ancora stati affidagli gli incarichi per l’esecuzione dell’autopsia, che potrebbe essere disposta e condotta la settimana entrante. Nel frattempo, dopo aver collaborato strettamente nelle ore successive al decesso per avviare la fase di profilassi legata all’esito degli esami di laboratorio, il Dipartimento di Sanità pubblica dell’Asl e il reparto di Malattie infettive del Sant’Anna hanno individuato tutti i soggetti (familiari, operatori sanitari, altre persone) che hanno avuto contatti con la vittima eseguendo quella che in termini tecnici si definisce indagine epidemiologica. —


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Pubblicato su La Nuova Ferrara